Innovazione e aggregazione al centro dell’incontro a Perugia

 

“L’innovazione è fondamentale per creare valore.  Per innovazione non si intende solo quella che viene dalle nuove tecnologie, ma anche quella applicata a business plan e ai nuovi modi di pianificare strategie e creando reti d’impresa”.

 

Così ha esordito Massimiliano Brilli, amministratore unico del Parco Tecnologico Agroalimentare 3A, aprendo i lavori al convegno: “Agrifood e Chimica verde. Sinergie, connessioni e networking delle governance regionali” che si è tenuto martedì 12 dicembre 2017 a Palazzo Donini a Perugia. Un evento organizzato dallo stesso Parco Tecnologico Agroalimentare con Sviluppumbria, in collaborazione con i Cluster Nazionali Agrifood e Chimica Verde.

 

La parola poi è passata al vicepresidente della Giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico Fabio Paparelli: “Il sistema produttivo – ha evidenziato Paparelli – sta radicalmente cambiando. Noi dobbiamo e possiamo essere protagonisti del cambiamento, cogliendo le opportunità che abbiamo di fronte in un contesto in cui le competenze territoriali hanno un ruolo chiave e di motore dello sviluppo economico”.

 

Convegno Cluster Agrifood Chimica Verde Perugia Hub Umbria

Creare reti per essere più competitivi in Europa

Particolarmente interessante, l’analisi portata dal professor Fabio Fava, dell’Università di Bologna e rappresentante italiano nel Comitato Horizon 2020: “Per essere più efficaci in Europa bisogna necessariamente unirsi e allineare le strategie. L’aggregazione e coordinazione sono l’unica via percorribile per essere competitivi e contrastare la frammentazione. I nuovi bandi che arriveranno nel 2018 metteranno a disposizione un budget maggiore di quelli precedenti, ma saranno premiati solo i grandi progetti con un focus ben preciso. Per questo le università da sole non ce la possono fare. Sarà necessario collaborare con le grandi industrie e soprattutto con tante più piccole aggregate insieme”.

 

Il Convegno è poi entrato nel vivo con la prima delle due tavole rotonde previste.

 

 

 

Prima tavola rotonda: aggregazione

 

  • Pietro Buzzini, Università di Perugia e Cluster Chimica Verde Umbria.
  • Luca Bianconi, Polycart Spa e Cluster Umbro Chimica Verde Umbria
  • David Ranucci, Università di Perugia e Cluster Agrifood Umbria.
  • Mario Cucchia, Molini Spigadoro Spa e Cluster Agrifood Umbria.
  • Adele Finco, Università delle Marche e Cluster Agrifood Marche.
  • Ivan Boesso, Innovazione Spa e Cluster Chimica Verde Veneto.
  • Francesco Cellini, Cluster Bioeconomia Basilicata (in Basilicata i due Cluster si sono fusi in uno ndr).

Moderatore:

  • Raffaele Liberali, presidente del tavolo delle regioni Cluster Chimica Verde, e rappresentante in Commissione Europea presso la Direzione Generale per la Ricerca e l’Innovazione.
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A Bruxelles si vince solo se si va uniti

Dal dibattito è emerso quanto in campo agroalimentare sia importante avere i piedi ben piantati sul territorio, ma la testa a Bruxelles, dove si vince solo se si va uniti. Inoltre si è sottolineato il fatto che le aggregazioni e le reti non vanno costruite ad hoc per i bandi. Poiché non è questa la strategia vincente, anzi è quasi certamente perdente. Devono essere create prima, avere a prescindere dei progetti e poi presentarli quando i bandi escono Le reti devono essere pronte prima, devono essere strutture agili e capaci di rispondere dinamicamente.

 

 

 

Seconda tavola rotonda: innovazione

 

  • Massimo Iannetta, Responsabile Divisione “Biotecnologie e Agroindustria” Enea.
  • Pierpaolo Rovere, Direttore Parco Agroalimentare San Daniele e Cluster Agrifood Friuli Venezia Giulia.
  • Gianluca Carenzo, Direttore Parco Tecnologico Padano e Cluster Agrifood Lombardia.
  • Michele Perniola, Cluster Bioeconomia Basilicata.
  • Elisabetta Boncio, Sviluppumbria Spa.
  • Daniela Riganelli, Novamont Spa.
  • Roberto Luneia, Analysis Srl.

Moderatore:

  • Daniele Rossi, Direttore Tecnico Scientifico dei Cluster Agrifood Umbria e Marche.

In questa seconda parte ci si è invece soffermati maggiormente sull’importanza dell’innovazione e di come essa porti ad un aumento di competitività già nel breve periodo. Mentre la ricerca (percorso altrettanto necessario, ma più articolato) necessiti di un periodo maggiore per apportare dei benefici tangibili. Infine si è conclusa la giornata portando alcuni esempi di buone pratiche e di come l’utilizzo virtuoso dei alcuni finanziamenti europei abbia portato alla creazione di aziende e posti di lavoro.

 

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